ORESTIADI DI GIBELLINA - BOZZETTI E MAQUETTES

 

 

LE ORESTIADI DI GIBELLINA

Bozzetti e maquettes

 

La mostra presenta alcune testimonianze della straordinaria esperienza delle Orestiadi di Gibellina, rassegna internazionale di teatro, musica, poesia, arti visive nata nel 1982.

Un percorso mai interrotto che lo rende uno dei festival più longevi in Italia con più di 400 spettacoli prodotti e ospitati, un cospicuo patrimonio la cui rilevanza rende le Orestiadi un esperimento culturale unico.

Il teatro a Gibellina ha sempre svolto un ruolo e una funzione più complessa di quella del semplice evento teatrale, facendo leva sulla memoria collettiva e su quella storica. È stata la risposta di Ludovico Corrao, sindaco di Gibellina, al dramma del terremoto del ’68 per trasformare la tragedia in speranza, per dare ancora vita a ciò che era rimasto nella memoria, per salvare dall’oblio ciò che poteva o rischiava di essere sepolto due volte. Una tensione che si concretizzava nel coinvolgimento della popolazione in scena e delle maestranze locali per la realizzazione delle scenografie e dei costumi realizzati dai grandi artisti, in un dialogo continuo tra arti performative e arti visive, presente nell’impianto performativo della città stessa con le sue architetture e le sue opere en plein air, molte delle quali nate come scenografie teatrali.

Al “Teatro dei Ruderi”, sotto le macerie di Gibellina, vanno in scena i primi spettacoli delle Orestiadi, una scena che dà ancora vita a ciò che è rimasto nella memoria, che salva dall’oblio ciò che rischiava di essere sepolto due volte.  
Pochi anni dopo Alberto Burri ricopre di cemento bianco le macerie raccolte in blocchi, creando il Cretto, una delle più grandi opere di land-art al mondo. Il Cretto diviene anche un enorme luogo scenico che accoglie spettacoli indimenticabili anche grazie al forte impatto emotivo del paesaggio in cui contava soprattutto la forza dell’invisibile, di ciò che non si vedeva più, e quindi proprio il nascosto, risultava con il teatro ancora più evidente.

Il Teatro ai Ruderiha ospitato oltre alla trilogia dell’Orestea di Emilio Isgrò, la Tragedia di Didone da Marlowe di Cherif con le scenografie di Pomodoro, La morte di Empedocle di Hölderlin dei fratelli Lievi con le scene di Nunzio, l’Oresteia di Eschilo di Kokkos e Xenakis con le sculture di Francis Poirier, l’Oedipus Rex di Jean Cocteau per la regia di Mario Martone e le scene di Pietro Consagra, e ancora Le troiane da Euripide di Thierry Salmon, La sposa di Messina da Schiller, diretta nel 1990 da Elio De Capitani e ancora la Metamorfosi della luna diretta da Amos Gitai, l’Antigone da Sofocle con la compagnia del teatro Bulandra di Bucarest diretta da Tocilescu, l’Orestiade di Peter Stein, il Verso Macbeth di Nekrosius, il Silenzio di Pippo del Bono e ancora molti altri, tra il Teatro dei Ruderi e il Baglio Di Stefano, Bob Wilson, Emir Kusturica, Philip Glass, Goran Bregovic, Raul Ruiz, Roberto Andò, Ariane Mnouchkine, Rodrigo Garcia, Yannis Kokkos, Franco Scaldati, Marco Paolini, e negli ultimi anni alcune tra le compagnie più rilevanti del panoramacontemporaneo, tra cui Teatri Uniti, Emma Dante, Marco Baliani, Motus, Babilonia Teatri, MK, Compagnia Enzo Cosimi, Rezzamastrella, Scena Verticale, Teatrino Giullare, Fanny &Alexander.

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